Giampietro Lago, cosa c’è da sapere sull’ex comandante dei RIS, in pensione dal 2025, coinvolto in casi di cronaca importanti.
Giampietro Lago è una delle figure di riferimento della polizia scientifica degli ultimi decenni: biologo forense di formazione, esperto di genetica forense e di minaccia biologica, ha unito competenze scientifiche, giuridiche ed operative. Per 15 anni ha guidato uno dei centri più importanti del RIS (Parma), e ha costruito una solida rete di collaborazioni internazionali, oltre all’attività didattica universitaria.
Biografia e carriera di Giampietro Lago
Nato a Cittadella (provincia di Padova) nel 1964, Giampietro Lago è cresciuto tra Fontaniva e Cittadella. Dopo il liceo scientifico “Da Ponte” a Bassano del Grappa, si è iscritto all’Università di Padova. Si è laureato in Scienze Biologiche, nel 1988, con una tesi in biochimica applicata alla ricerca oncologica.
Successivamente, ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università di Roma, con un lavoro sperimentale sulla diagnosi del gruppo sanguigno da tracce non ematiche. Poi ha ottenuto una seconda laurea in Giurisprudenza. Nei primi anni 2000 ha conseguito un Master in “Difesa da armi biologiche e chimiche”.
La passione per la biologia forense è iniziata nel 1989, mentre era già in servizio come ufficiale dei Carabinieri. Dopo essere entrato nell’Arma dei Carabinieri, si è specializzato in biologia e genetica forense.
A lungo ha diretto il laboratorio di genetica forense del RIS di Roma (per oltre un decennio, fino al 2009). In seguito, Giampietro Lago ha assunto il comando del RIS di Parma, intorno al 2010 fino al 2025 (per circa 15 anni). Nel corso della sua carriera ha lavorato su migliaia di casi, tra cui quelli di: Yara Gambirasio, strage di Nassiriya, caso Schwazer, Saman Abbas, Igor il russo, Giulia Cecchettin, Chiara Petrolini ed altri.
Inoltre ha svolto attività accademica: nel 2019 è stato nominato docente di Scienze forensi nel corso di laurea in Politiche pubbliche. Così, ha avuto modo di collaborare a progetti di ricerca con: forze di polizia internazionali (FBI, Scotland Yard, BKA); università nazionali (Parma, Cattolica, Sapienza, Alma Mater, Padova ed altre); università internazionali (GWU di Washington, UCL di Londra, Losanna); istituzioni governative internazionali.
Dal 2010 all’inizio 2025 (circa 15 anni) ha ricoperto il ruolo di Comandante del RIS di Parma, con il grado di Generale di Brigata. Lago è andato in pensione all’inizio del 2025.
Il suo coinvolgimento nel delitto di Garlasco
Nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi (13 agosto 2007), Giampietro Lago è intervenuto soprattutto nelle fasi processuali successive. Come consulente della Procura, ha preso parte al processo di Appello-bis contro Alberto Stasi (poi condannato definitivamente a 16 anni). Ma ha anche seguito le perizie sulle tracce di DNA (in particolare quelle sulle unghie della vittima, eseguite dal genetista Francesco De Stefano nel 2014), giudicate all’epoca parziali, di scarsa qualità e non utili a fini identificativi.
Dopo la riapertura delle indagini su Andrea Sempio nel 2025, è diventato una delle voci più intervistate. Lago ha dichiarato più volte che: la verità processuale ha stabilito la colpevolezza di Stasi oltre ogni ragionevole dubbio, e che tutte le opportunità di difesa sono state garantite. Ma ha anche sottolineato che una nuova traccia biologica, può essere importante ma non necessariamente significativa.
Nelle interviste del 2025, ha ribadito – che a suo parere – l’ipotesi più probabile, era l’archiviazione per Sempio. Ma ha riconosciuto, che nuovi elementi con un certo grado di verosimiglianza, vanno approfonditi.
L’ex comandante ha espresso il suo parere anche sulle perizie del 2014. In questo caso, ha criticato aspetti metodologici (mancanza di quantificazione, repliche, uso di tecnologie più avanzate che aveva suggerito via mail) e frasi “inappropriate”.
Negli atti acquisiti dalla Procura di Pavia, compaiono le comunicazioni del 2017-2018 di Lago, sulle richieste della difesa Stasi sui dati grezzi del DNA. Nello specifico, mentre era ancora comandante dei RIS di Parma, gestì le ripetute richieste della difesa di Alberto Stasi.
Il 18 dicembre 2017 la difesa presentò un’istanza di “rilascio copia di atti e documentazione”. Il 17 gennaio 2018, trasmise al Raggruppamento (Comando Generale) una bozza di lettera formale di diniego, e chiese un parere all’Ufficio legislazione sulla conformità della propria condotta.
Quando la difesa riformulò l’istanza, allegando un elenco più ampio di documenti e facendo riferimento ad una presunta disponibilità del Presidente della Corte d’Assise d’Appello ad autorizzare il rilascio, Lago chiese chiarimenti all’Autorità Giudiziaria, che smentì la disponibilità.
Dopo il parere dell’Ufficio legislativo (che riconosceva al RIS la competenza a decidere, ma consigliava di motivare bene il diniego per evitare ricorsi) ed un’ulteriore interlocuzione con la magistratura, il comandante confermò il diniego.
Queste comunicazioni interne di Lago sono finite negli atti acquisiti dalla Procura di Pavia. Si tratta dell’ambito del fascicolo aperto sull’operato degli ex investigatori del RIS, nel filone su Sempio. I pm intendono fare luce su eventuali profili di illecito legati alla gestione di quel materiale.
Cosa si sa sulla vita privata di Giampietro Lago
Le fonti disponibili non rivelano dettagli su questo aspetto. Un dato che evidenzia la discrezione che accompagna i professionisti impegnati in settori delicati, come quello delle investigazioni scientifiche.
Dove vive?
Dopo il pensionamento (inizio 2025) ha scelto di vivere a Bassano del Grappa (Vicenza). Lo confermano diverse interviste del 2025 (tra cui quella di Tgcom24/Mediaset e della Gazzetta di Parma), in cui i giornalisti lo hanno incontrato proprio lì. Comunque ha conservato i legami con la provincia di Padova, dove è nato e cresciuto.
Curiosità su Giampietro Lago
– Lago è una figura tecnica di rilievo del RIS, biologi forense e comandante di lunga esperienza, coinvolto nel caso Garlasco principalmente come consulente della Procura nelle fasi d’appello e come commentatore pubblico dopo la riapertura delle indagini.
– Sotto il suo comando, i RIS di Parma hanno seguito il caso Yara Gambirasio, un fatto di cronaca da lui definito particolarmente complesso dal punto di vista tecnico e psicologico. Un caso che ha decretato l’importanza della genetica forense nel nostro Paese. In un’intervista ha raccontato con emozione il momento in cui, durante le indagini, si trovò di fronte agli occhi chiarissimi di Massimo Bossetti.
– In riferimento al delitto di Garlasco ed altri casi storici, ha avuto una maggiore esposizione mediatica: ha rilasciato interviste a: Open, Fanpage, Quarta Repubblica, Corriere, Tgcom24.
– È un uomo di cultura, ama farsi domande e riflettere più che dare certezze assolute. Dopo la pensione, ha espresso il desiderio di tornare a studiare all’università.
– Dopo aver raggiunto il pensionamento ha dichiarato di voler accettare qualche incarico come consulente privato (finora ha lavorato solo per le istituzioni) e di voler anche “riempirsi gli occhi di bellezza in giro per il mondo”, dopo tanti anni intensi.
– Lago ha sempre rifiutato proposte di entrare in politica.